Profumo di cacao, sapor di Gabriella garofano e cannella

Curiosità 8 luglio 2011 2 Commenti

Vi capita mai di leggere un libro e di arrivare all’ultima pagina con un senso di struggente nostalgia per i suoi personaggi, i suoi colori, i suoi profumi? Questa mattina ho finito di leggere Gabriella garofano e cannella di Jorge Amado e il libro è rimasto aperto a lungo sull’ultima pagina, quasi a desiderare che quelle parole e quella storia non finissero mai. Ogni parola è rimasta dentro di me e già mi manca la storia di Ilhéus, capitale del cacao  a sud dello stato di Bahia, e dei suoi colonnelli, i feroci e spietati signori del cacao.

“…Dopo che i padri gesuiti avevano portato le prime piante di cacao, quando gli uomini giunti in cerca di fortuna si sparsero per le foreste e ne disputarono palmo a palmo la proprietà sulla bocca di fucili e pistole. Quando i Badaros, gli Oliveiras, i Bras Damasio, i Teodoros da Baraunas, e tanti altri, attraversavano la zona affrontando a pugnalate i briganti in mortali duelli. Quando le foreste venivano abbattute e il cacao piantato su cadaveri e sangue. Quando regnava la legge del più forte, la giustizia a servizio dei conquistatori, quando ogni albero  nascondeva un tiratore in agguato che attendeva la vittima…”   

Mi  manca il profumo di cacao, le verdi piantagioni, l’immenso sole, i caldi frutti e i fiori, coi loro profumi.

“Si avvicinava il periodo del raccolto, il sole avrebbe indorato i frutti del cacao, le piantagioni sarebbero diventate meravigliose.(…).. il  cielo limpido, la certezza del raccolto, il cacao messo ad essiccare per poi essere trasportato sulla schiena degli asini (…). Ma il profumo che si innalzava sulla città, che l’avvolgeva (…)..,veniva dai magazzini di imballaggio, del porto e delle ditte esportatrici, era il profumo dei frutti secchi di cacao, così forte che intontiva i forestieri, così familiare che nessuno più lo avvertiva. E si distendeva sulla città, sul fiume, sul mare. (…) Nelle piantagioni, i frutti di cacao coloravano il paesaggio di tutta la gamma del giallo, un paesaggio dorato (…) Mette allegria nel cuore vedere tanta abbondanza di cacao.”

Mi manca l’appassionata ed eterna lotta tra il passato che inevitabilmente cede il passo al futuro.

“..l’innegabile progresso della regione del cacao era per tutti loro, fazendeiros, negozianti, commercianti – motivo di orgoglio. (…) ..le necessità dei colonnelli non collimano più con quelle della terra in rapido progresso. (…) Noi ci siamo aperti il cammino nella foresta, da soli. Adesso sono necessarie le strade.”

Ma più di tutti, mi mancano Nacib e Gabriella, i sapori del bar Vesuvio, l’amore che teme ogni vincolo e i sospiri al chiaro di luna.

“ Nessuna donna al mondo possedeva fuoco come lei, con quel calore, quella tenerezza, quei sospiri, quel languore. Più dormiva con lei, più aumentava il desiderio. Sembrava impastata di canto e di danza, di sole e luna, era di garofano e cannella.
E qui termina la storia di Nacib e Gabriella, quando la fiamma dell’amore rinasce dalla brace addormentata sotto la cenere del cuore”


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2 Commenti

  1. Theo | 8 luglio 2011 alle 17:29

    Bello, molto intenso. Mi colpiscono gli accostamenti tra profumo del cacao e il profumo di donna. Lo leggerò.

  2. Emanuela | 8 luglio 2011 alle 17:34

    Hai ragione Theo, in questo J. Amado è unico. Avrò modo di parlare di altri suoi capolavori, uno più bello dell’altro.


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