Le origini del cacao: la civiltà degli Olmechi

Conoscere il cioccolato 30 settembre 2011 Lascia un commento

Il cioccolato è probabilmente uno degli alimenti più apprezzati al mondo. Quante persone ne sono golose? Quante volte ci siamo consolati o coccolati concedendoci un cioccolatino? La prossima volta che lo farete, chiudete per un attimo gli occhi e pensate che in quel cioccolatino, per piccolo che sia, si nasconde una storia che ci riporta indietro di tantissimi secoli e che è ricca di sorprese…

La nostra storia inizia circa 3000 anni fa, nei territori compresi tra il Messico centrale sino all’Honduras e al Nicaragua: la Mesoamerica. Terra di misteri e inquietanti interrogativi molti dei quali ancora oggi senza risposta.  Le giungle profonde e le vestigia millenarie narrano le gesta di popoli nostri predecessori, vissuti ai primordi e poi scomparsi…

Qui, nelle “tierras calientes” a sud del golfo del Messico (distretti di Veracruz e di Tabasco), incontriamo la “madre” di tutte le civiltà precolombiane, la più antica popolazione della mesoamerica, la cui storia ci affascina con i suoi arcani misteri: la popolazione degli Olmechi.

Il kakawa degli Olmechi

Di etnia indefinita, di provenienza sconosciuta, compaiono intorno al 1500 a.C. con una civiltà all’apice della fioritura che durò per  più di un millennio. Pressoché nulla è noto del loro idioma o delle loro origini. Nulla che possa illuminarci sul loro passato. Materializzatisi come per incanto dalle nebbie del tempo. L’unico indizio, peraltro insufficiente, che possediamo è il nome Olmechi, vocabolo coniato dagli Aztechi, nel XIV sec. d.C., per designare la zona ricca di caucciù sulla costa del Golfo del Messico, territorio di loro influenza. La patria olmeca è proprio qui, a La Venta, vicino al fiume Coatzacoalco.

Sarebbero stati loro, ci dicono gli studiosi dell’ Hershey Foods Technical Center in Pennsylvania  i primi a trattare i frutti di un insolito albero da loro  chiamato kakawa.

La loro arte comprendeva delle ciotole, chiamate Tecomates,  plasmate a mano a forma  di zucca (questo è il significato della parole tecomate)  usando argilla poi finemente rifinita. Queste ceramiche non erano create per cucinare bensì, suppongono gli scienziati,  per mescere bevande liquide quali presumibilmente la chica  (birra di mais), il cioccolato o atole (una bevanda di mais macinato e cioccolato), che venivano poi bevute  in occasioni molto speciali. Le ricche decorazioni sulla superficie dei Tecomates  conferivano  importanza e lustro  al proprietario.

Bowl (Tecomate), 12th–10th century B.C. Mexico; Olmec Ceramic, The Metropolitan Museum of Art

Gli esperti dell’Università del Nuovo Messico e dell’Hershey Center for Health and Nutrion hanno analizzato i residui di alcuni di questi antichi Tecomate fatti risalire al periodo olmeco individuando più di cinquecento composti chimici.  Il cacao, per l’appunto, ha una composizione chimica unica di oltre 500 composti diversi, compresa la teobromina, un alcaloide presente nella pianta del cacao (Theobroma). La Theobroma è l’unica pianta mesoamericana a contenere teobromina. I risultati delle ricerche ne hanno confermato l’esistenza in alcuni dei campioni analizzati il che, costituirebbe una prova scientifica della presenza del cacao già 1000 prima di Cristo.

Saranno poi i Maya a consacrare il cioccolato elevandolo a “Cibo degli Dei”, ma questa cosa ve la racconto la prossima volta.


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