Theobroma cacao: l’albero del cibo degli dei

Conoscere il cioccolato 2 novembre 2011 3 Commenti

Theobroma cacao è il nome scientifico dell’albero del cacao. Il nome, attribuito dal naturalista svedese Linneo circa a metà del diciottesimo secolo, letteralmente significa Cibo degli Dei (dal greco  theos, “dio” e bróma , “cibo”). Il mito che lega il cacao alla divinità risale alle civiltà precolombiane del Centro America  (olmechi, maya, aztechi) le quali consideravano il cacao una pianta data in dono agli uomini dagli dei. Tra le testimonianze mitologiche di questo legame spicca la leggenda del dio Quetzalcoatl.

Genetica del cacao

Dal punto di vista botanico il Theobroma Cacao è una specie del genere Theobroma appartenente alla famiglie delle Sterculiacee, è un sempreverde e il suo tronco si presenta liscio e di colore grigiastro. A differenza delle piante che crescono in zone temperate, i suoi frutti nascono sul tronco e sui rami più grossi.

Dal punto di vista genetico il cacao selvatico è una pianta altamente diversificata e Theobroma cacao è il nome che identifica tutti i generi e le specie di cacao. Sottospecie sono il Cacao Criollo e il Cacao Forastero. Il Cacao Trinitario è invece un ibrido dei primi due .

“..potremmo dire che il 50% del merito di una tavoletta ben riuscita risiede all’origine, nella qualità genentica del cacao, ossia nella capacità del coltivatore di selezionare piante pure e di qualità superiore” (Gianluca Franzoni, Alla ricerca del cacao perduto).

Comparsa ed evoluzione del cacao

Dal punto di vista evolutivo la pianta fece la sua comparsa in epoche geologiche antichissime ed ebbe quasi sicuramente la sua culla in Sudamerica, nella zona nord-ovest della foresta Amazzonica, evolvendosi poi  in America Centrale e Messico, nei territori del Mesoamerica .

Non vi è alcuna notizia che confermi una lavorazione dei semi di cacao da parte delle popolazioni sud-americane in epoca pre-colombiana. Allo stesso modo non è ancora stabilito se questa pianta fosse contemporaneamente già presente nei territori del Mesoamerica o se vi sia arrivata tramite migrazioni di popoli e commerci fluviali. Sicuramente le popolazioni Mesoamericane sono state le prime, intorno al 1800 a.C, a scoprire il processo di lavorazione e trasformazione del  cacao in una bevanda molto simile alla cioccolata.

Oggi la pianta, diffusa in tutte le zone tropicali del mondo, cresce solo nella fascia equatoriale compresa tra il 20° parallelo nord e il 20° parallelo sud. Questo significa che l’unico continente a non avere una coltivazione propria di cacao è proprio l’Europa.

Coltivazione 

L’albero del cacao è estremamente fragile ed esige un ambiente e cure particolari. L’ambiente ideale per la sua crescita è lo strato inferiore della foresta pluviale amazzonica, caratterizzato da un alto tasso di precipitazioni,  temperature perennemente alte,  umidità costante e fitta ombra. Questo microclima è  l’ideale anche per la presenza dei moscerini impollinatori.

L’albero cresce perfettamente in presenza di  un suolo altamente fertile, leggermente acido e ben drenato. La presenza di umidità, foglie, rami e frutti marci ne fanno il terreno ideale. La temperatura deve essere costante tutto l’anno e compresa tra i 18° e i 32°. Al di sotto dei 15° i frutti del cacao iniziano a subire danni mentre sopportano temperature più elevate, purché si mantenga sempre un tasso di umidità compreso tra il 70 e il 100%.

Per la pianta del cacao è fondamentale la costante disponibilità d’acqua. Le piogge devono essere abbondanti  e distribuite uniformemente durante l’anno con nessun mese inferiore ai 10 centimetri. In presenza di stagioni particolarmente secche è necessario ricorrere ad irrigazione artificiale, altrimenti l’albero comincia a perdere le sue foglie e diventa molto più sensibile alle malattie.

Le madri del cacao

La pianta può arrivare sino ai tre metri di altezza e intorno al terzo anno di vita comincia a fiorire e fruttificare. La fruttificazione è continua ma durante l’anno, in primavera e autunno, si hanno due periodi di massima produzione.
Per riprodurre un ambiente simile a quello della foresta pluviale amazzonica, i coltivatori spesso, insieme al cacao, coltivano alberi più alti, soprattutto banani, affinché la luce arrivi in maniera indiretta: per uno sviluppo ottimale la pianta non deve mai trovarsi esposta direttamente al sole ma protetta dall’ombra di altre piante più alte.  Queste piante vengono chiamate Madri del cacao.


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3 Commenti

  1. U.FO. | 2 novembre 2011 alle 12:45

    Davevro interessante! E tutto questo è nascosto dietro alle nostre buonissime tavolette: grazie per averci illuminati.

  2. Paolo | 2 novembre 2011 alle 13:13

    Si mangia cioccolato e non si conosce nulla della sua origine. Grazie delle informazioni

  3. Emanuela | 2 novembre 2011 alle 13:38

    @ U.fo @Paolo Grazie a voi della lettura. La pianta del cacao ha un fascino particolare e la salvaguardia del patrimonio genetico delle specie più pregiate caratterizza il lavoro di alcuni tra i migliori Maestri cioccolatieri italiani.


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