Majani 1796: quando il parere dei politici contava

Interviste e Profili 16 aprile 2012 Lascia un commento

Leggere la storia dell’azienda Majani vuole dire ripercorrere uno spaccato di storia d’ Italia, e del cioccolato, dalla fine del settecento fino ai giorni nostri. Correva l’anno 1796 quando Teresina Majani aprì a Bologna, in vicolo Colombina, dietro la Basilica di San Petronio, il suo piccolo Laboratorio delle Cose dolci, con annesso negozio. La bottega cominciò a farsi un nome non solo tra l’aristocrazia e il clero, ma anche tra la borghesia e le altre classi sociali. Erano gli anni in cui la cioccolata (fino ad ora conosciuta solo in forma di bevanda liquida) non era più appannaggio esclusivo di ricchi e religiosi e l’apertura dei primi negozi di cioccolato contribuì alla sua diffusione. Nel 1832 Majani inventa la Scorza, la prima cioccolata in forma solida prodotta in Italia. Siamo nella prima metà dell’Ottocento e la Majani è già diventata una delle aziende dolciarie più rinomate d’Europa.

Nel 1833, sempre in pieno centro, fu inaugurato il negozio di via Carbonesi 5, raffinata boutique del cioccolato e della confetteria: il successo fu enorme. Pian piano la rivendita, al piano terra di quel che i bolognesi ribattezzarono “Palazzo Majani”, divenne il punto d’incontro per i più grandi nomi della cultura bolognese dell’epoca, da Giosuè Carducci (arrivato nel 1860 per insegnare Letteratura italiana all’università) a Guglielmo Marconi, da Arrigo Boito all’attrice Eleonora Duse.

Palazzo Majani – Bologna

Nel 1856 l’azienda, divenuta fornitrice della Real Casa dei Savoia, fece il balzo verso la produzione industriale e ricevette premi e medaglie alle Esposizioni universali di Parigi e Vienna.

Un’altro evento significativo per la crescita dell’azienda si ebbe nel 1860 quando, in occasione della visita del Re Vittorio Emanuele II a Bologna, si tenne una gran festa al Teatro Comunale. Dato che si temeva che, con tanta gente, non tutti conoscessero le buone maniere, all’interno della sala alcuni ispettori mantenevano l’ordine, presentando i signori non conosciuti e procurando che ogni signora avesse un cavaliere per ballare e un posto dove sedere (facendo eventualmente alzare gli uomini). La festa si protrasse fino alle cinque del mattino e fu allietata da un grande buffet con gelati, bibite, caffè, tè e paste d’ogni tipo, organizzato dalla già nota pasticceria Majani.

Fattura della ditta Giuseppe Majani per il buffet al Teatro Comunale

Quando il parere dei politici contava

A fine ‘800 la ditta Giuseppe Majani si era fatta conoscere, anche a livello pubblicitario, grazie a un manifesto in cui erano raffigurati Crispi, Giolitti, Cavallotti, Zanardelli e altri personaggi politici del periodo, radunati attorno a un tavolo per esprimere la propria opinione sulla bevanda al cacao appena assaggiata.

A loro fu posta una semplice domanda: “Come trovate voi onorevoli colleghi la cioccolata Majani?” A turno risposero: “Squisita, buonissima, gustosa, perfetta, deliziosa”!

Primo Ministro e politici degustano la cioccolata Majani

Vi immaginate oggi un manifesto pubblicitario simile? Conterebbe veramente il parere dei nostri politici?

La storia dell’azienda Majani non termina certo qua. Per tutto il novecento fino ad oggi l’azienda è cresciuta andando sempre ad intrecciare il proprio operato con lo sviluppo sociale, industriale e politico del nostro paese. Basti pensare che il loro prodotto più conosciuto è un delizioso cremino dal nome FIAT…Ma tutto questo ve lo racconterò in un prossimo post.

 

 

 

 

 

 

 


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